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Eccoci qua! Dopo questo periodo in cui mi sono dedicata alla pubblicazione del mio Ebook per la Bruno Editore, finalmente ritorna la mia Rubrica del Lunedì, dedicata alla Comunicazione Visiva e alla Psicologia della Comunicazione.

L’ultima volta che ci siamo “incontrati” abbiamo parlato di composizione, ed è proprio da questa che oggi ripartiamo.
Nel corso di una giornata sono moltissime le immagini che ci passano davanti gli occhi, ma ben poche rimangono impresse nella memoria, perché la maggior parte sono banali e stereotipate. I fattori che influiscono a rendere un’immagine memorabile sono molti, ma sicuramente la scelta compositiva è tra i principali fattori.
Così come un fiorista dispone i fiori in un vaso seguendo alcuni parametri prima di posizionarli al centro della tavola, o così come un vetrinista passa ore a valutare quale sia la posizione migliore di un manichino per mostrare al meglio la sua merce, anche un artista lavora allo stesso modo. Egli dispone colori, linee, forme e figure finché non ottiene l’effetto desiderato, sia da un punto di vista estetico, sia da uno più strategico e tecnico.
Quando l’osservatore si sofferma sull’immagine, sarà portato spontaneamente ad individuare quegli elementi che hanno una relazione tra loro, sia nel piano che negli spazi. Queste relazioni spesso rispondono ad uno schema geometrico che sfugge all’occhio dell’osservatore, ma che è dettato da un senso dell’orientamento spaziale che esso inconsciamente ha.
Ne è un esempio perfetto la fotografia scattata da Henri Cartier Bresson (Hyères – Francia, 1932 © Henri CartierBresson – Magnum Photos-Courtesy Fondation HCB) dove l’occhio dell’osservatore inevitabilmente segue le curve della scalinata fino ad andarsi a posizionare sul ragazzo in bicicletta. Difficilmente egli nota fin dal primo momento l’andamento della strada che ha la stessa curvatura delle scale. Il tutto risulta però armonico e simmetrico.
Oltre a questo, esistono anche alcune condizioni di tipo culturale che guidano l’osservatore. L’occhio tende a partire dall’alto a sinistra e ad andare verso il basso, pur vedendo con molta più facilità gli elementi posizionati a destra. La parte alta delle composizioni sembra spesso più grande rispetto a quella in basso, che viene invece visivamente “schiacciata” e visualizzata come più piccola.
E’ quindi fondamentale conoscere i principi che regolano la composizione visiva e andare a comporre ciascun messaggio visuale sulla base di precise scelte strategiche.