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Colori

Le tendenze sui colori del 2015

Tutti i colori più usati nel design e nella comunicazione.

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 Alcuni giorni fa la mia cara collega Valentina Ghezzi (che ringrazio) mi ha segnalato questa pagina dal sito Shutterstock, un famoso archivio fotografico, sulla quale vengono presentate le tendenze del 2015 per colori e design.

Questa analisi è stata possibile abbinando i dati sui pixel ai download delle immagini scaricate nel corso dell’anno: materiale molto prezioso per tutti quelli che lavorano nel mondo della comunicazione!

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Il linguaggio del colore. Rubrica del Lunedì.

Lily flowers chakras

 

Le reazioni psicologiche che vengono suscitate nell’osservatore di fronte a diverse tonalità, sono la riprova che effettivamente esiste un vero e proprio valore espressivo in ciascun colore.
Grazie a questo la psicologia studia il carattere delle persone proprio basandosi sulle scelte cromatiche e gli abbinamenti di colore preferiti. Se tu provassi  per esempio a dividere un foglio in due e a riempire un lato con i colori che preferisci e l’altro con quelli che non ami affatto, ti renderesti conto di quante differenze puoi notare tra le tue scelte e quelle dei tuoi compagni.
Alcune tonalità e colori hanno una così forte potenza espressiva, da essere sufficienti da sole a esprimere una situazione o un’emozione. Per esempio alcuni colori vengono associati a stagioni più calde, come l’estate e la primavera. Al contrario altri alle stagioni più fredde. Nessuno si sognerebbe mai di rappresentare l’inverno con il colore arancio!
Stessa cosa può appunto accadere con il mondo delle emozioni. Colori luminosi, tenui rimandano ad una sensazione di pace e serenità mentre colori più forti rimandano ad emozioni potenti, come il rosso dell’amore o il nero della paura.

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Rubrica del Lunedì. I colori primari della luce

addittivo-sottrattivo

Oltre ad aver individuato i 7 colori principali, Newton capì che l’intero spettro poteva essere suddiviso in tre bande predominanti che corrispondevano a rosso, verde e blu (RGB). Questi tre colori furono definiti i colori primari della luce e il motivo è perché queste tonalità non si possono raggiungere mischiando altri colori.
Invece, prendendo questi colori promari e mescolandoli tra loro, possiamo generare altri colori.
Attraverso un’adeguata combinazione di questi colori quindi, è possibile raggiungere tutte le tonalità dell’arcobaleno.

Gli stessi colori primari sono quelli che danno vita ai colori sul monitor della tv o del computer, dove radiazioni luminose vanno a “colpire” i tre puntini RGB e a formare tutte le tonalità. Da questi, per sintesi additiva si formano milioni di sfumature fino al bianco (sintesi additiva).

Se invece ci fermiamo ad osservare un quadro di Cézanne ci rendiamo conto di come i colori si formino per sottrazione, cioè per assorbimento della radiazione luminosa da parte del pigmento o dell’inchiostro colorato. Stiamo parlando di sintesi sottrattiva per cui la parte di radiazione riflessa produce la percezione di quel colore. In questo caso i colori primari sono Ciano, Magenta e Giallo e mescolati tra loro possono generare tutti i colori fino al nero (CMYK). Questo tipo di sintesi viene utilizzata nella stampa tipografica, detta appunto in quadricromia.

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Quale colore preferisci? Io lo so già!

Lo scorso fine settimana, durante il corso di aggiornamento di Millemotivi Franchising mi sono trovata a parlare a tutti i presenti del significato dei colori. Ciascun colore, per quanto spesso non ce ne rendiamo conto, suscita in noi emozioni di vario tipo e ci pilota verso delle scelte.
In particolare, nel mondo del visual marketing, è importante conoscere la differenza sulla scelta di un colore piuttosto che un altro, perché da questo dipende il risultato che ne otterremo.

Ecco perché oggi voglio parlare proprio di questo, nonostante vi abbia già fatto riferimento in questo articolo oggi entreremo ancora di più nel dettaglio, perché non esiste visual marketing senza l’utilizzo corretto degli strumenti che abbiamo a disposizione.

Nonostante il significato che attribuiamo ai colori cambi da paese a paese, è inevitabili associare alcune tonalità ad una sensazione di benessere piuttosto che all’esatto opposto.
L’arancio per esempio, così come il giallo o il verde sono colori che sprigionano vitalità e quindi che vengono associati a qualcosa di bello. Al contrario colori come grigio, blu, viola, rimandano alla tristezza e al malessere. Colori come l’azzurro o il rosa identificano subito qualcosa di innocente, legato all’infanzia, mentre le tonalità del rosso trasmettono passione.
Insomma, non esiste un colore neutro, cioè un colore che per sua natura non trasmetta alcuna sensazione.

Di seguito, un elenco che spieghi questi aspetti fondamentali, dividendo i colori caldi da quelli freddi:
rosso: il colore rosso è il più vibrante e stimolante. Esprime sensazioni positive ed è il primo colore che notiamo. E’ capace di attirare l’attenzione più di tutti provocando in noi una qualsiasi reazione emotiva.
giallo: è il colore del sole, per questo viene associato alla gioia, alla allegria, all’ottimismo. Anche il giallo attira tanto l’attenzione ed esprime sensazioni positive.
arancione: è un colore vivace, dinamico e trasmette accoglienza e amichevolezza. Unisce in sé la forza del rosso con la vitalità de giallo. Anche l’arancione è ottimo per attirare l’attenzione.
blu: è un colore molto rilassante e positivo, esprime benessere, tranquillità, pace. E’ il perfetto nemico del rosso: spinge ad essere razionali e a riflettere.
verde: distensivo e riposante per gli occhi, è il colore più rilassante. E’ il colore della natura e invita alla riflessione e alla calma.
Rosa: Morbido e delicato è usato come simbolo di amore e dolcezza. Attenzione, però: un utilizzo eccessivo di questo colore può essere considerato infantile. Bianco: Purezza, pulizia. In Asia il bianco è legato alla morte. Nero: Può essere  sofisticato, elegante o misterioso, ma simboleggia anche la morte e l’occulto. Se utilizzato in modo corretto può creare un effetto molto esclusivo e chic. Oro e Argento: Colori prestigiosi e regali. Tendono ad essere associati ai beni costosi.

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Rubrica del Lunedì. Le luci e le ombre.

Davide con la testa di Golia. Caravaggio

Sapete quale è il potere della luce?

E’ quello di svelare gli oggetti, di dare loro definizione sfiorandone la superficie e delineandone le forme. Per questo motivo fin dall’antichità veniva attribuito alla luce un potere divino.
E’ solo a partire dal Rinascimento che la luce viene considerata un puro mezzo per indagare e descrivere la realtà. In età barocca poi questa qualità indagatrice della luce viene molto accentuata, la luce viene distribuita sugli oggetti per andare a modulare la propria intensità in relazione alle caratteristiche ed alle variazioni di superficie.
La luce è anche un indicatore di profondità spaziale, poiché tende a sfumare e a farsi più vibratile in lontananza, definendo così anche la posizione degli oggetti.
A seconda dell’intensità, della qualità e della posizione della fonte luminosa, varia anche il rapporto tra luce e ombra. In modo analogo varia anche la percezione del volume dell’oggetto illuminato.

Le ombre si formano nella parte dell’oggetto che non è colpita dalla luce e sono definite dalla inclinazione della luce e dalla sua direzione.
Le ombre possono dividersi in tre categorie in relazione alla loro natura:
– ombre proprie: coprono una parte della superficie di un oggetto, quella meno illuminata
– ombre portate: ombre proiettate su un altro oggetto, utili per le relazioni spaziali tra più elementi
– ombre autoportate: quelle proiettate dall’oggetto su se stesso, a causa di una sua forma particolare.
Potrebbe essere un ottimo esperimento scegliere un semplice oggetto, collocarlo sotto una fonte di luce o osservarne le tre tipologie di ombra. E per chi ne ha voglia, perché no,  provare anche a ridisegnarle su carta.

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