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Visual Marketing

Rubrica del Lunedì. Armonie e contrasti di colore

contrasto colori puri

L’accostamento di vari colori genera sensazioni ed emozioni diverse in chi li guarda a seconda di quanto questi siano tra loro più o meno contrastanti. Colori simili regalato all’utente una sensazione di pacatezza e di calma, mentre colori molto contrastanti esprimono energia e aggressività. I colori possono essere più o  meno affini tra loro in base alla luminosità, chiarezza e tonalità.
Nell’arte sono stati individuati alcuni tipi di contrasto, che vengono utilizzati dagli artisti per generare diversi tipi di effetti percettivi ed espressivi:

1 – Contrasto timbrico dei colori  Accostamento di due o tre colori saturi. L’effetto è energico e deciso.
2 – Contrasto di chiaro o scuro Si ha il chiaro e scuro quando due tonalità si trovano nelle direzioni opposte della scala tonale
3 – Contrasto di freddo e caldo Parliamo di colori caldi o freddi quelli che per associazione si avvicinano di più o di meno al colore del sole e della luce
4 – Contrasto di colori complementari I colori complementari sono quelle tonalità che, messe insieme, formano il colore grigio, che è la somma dei colori primari
5 – Contrasto di simultaneità Si parla di simultaneità quando un colore cambia la sua percezione in base al colore che ha attorno.
6 – Contrasto di qualità o di luminosità Il contrasto di qualità si determina mediante l’accostamento di colori con diverso grado di luminosità.
7 – Contrasto di quantità La quantità e le dimensioni nella stesura di una tinta variano in base al grado di luminosità che ogni tinta presenta.

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Colori, fotografia e moda: ecco le Fashion blogger!

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Signori e signore ci siamo: oggi parliamo delle tanto amate fashion blogger! Ne avete mai sentito parlare? Sapete chi sono?
Le fashion blogger sono ragazze comuni, solitamente molto carine, che hanno una sfrenata passione per la moda. Questa passione le ha portate a creare un blog in cui parlano delle ultime tendenze e del mondo del fashion. Sono diventate un fenomeno così importante nel nostro paese (concentrato per lo più negli ultimi 4 anni) da “obbligare” i grandi brand a tenerle in considerazione, creando eventi per loro o anche semplicemente inviando loro prodotti da testare. Grazie a loro l’approccio al mondo della moda sta cambiando. (altro…)

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Rubrica del lunedì. Cosa influenza la percezione del colore

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Eccoci di nuovo qua. Oggi vedremo come alcuni fattori vanno ad influenzare la percezione che abbiamo di un colore. Infatti lo stesso colore inserito in contesti diversi, con condizioni di illuminazione variabili, su una diversa superficie (liscia o opaca o trasparente…)  può essere percepito in maniera diversa. Tale fenomeno è da tenere presente e da padroneggiare bene, soprattutto per chi si occupa di comunicazione visiva. (altro…)

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19 ottobre. Termina il VMKTG Contest!

Per festeggiare i 3 mesi di VMKTG, sono lieta di premiare il vincitore del primo Contest del blog.

 
Lo spot che ha più emozionato la giuria è stato scelto da Serse Rattazzi ed è di Barncancer Fonden, una fondazione per la ricerca contro il Cancro svedese:
 

Complimenti per l’ottima scelta e per la vittoria!

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La magia del Visual Merchandising

Il Visual merchandising è l’insieme di operazioni che collocano il prodotto all’interno del punto di vendita in sintonia con le scelte del format e che riguardano il sistema espositivo, l’ambientazione, l’illuminazione, la grafica (Wikipedia).

Vi siete mai imbattuti in quelle vetrine stupende, dove i prodotti sono un tutt’uno con le decorazioni, creando un ambiente magico e affascinante?
Quelli che un tempo chiamavamo vetrinisti, oggi si sono evoluti, ed hanno dato vita a quello che viene chiamato Visual Merchandising, l’arte di abbellire le vetrine e l’esposizione dei prodotti nel punto vendita.
Perché è questo che fa il Visual Merchandising: è in grado di ipnotizzare il cliente, rallegrarlo, fargli pensare “che sarà mai spendere qualcosina in più?” e fargli tornare la voglia, una volta uscito, di tornare al più presto.

Ma per scoprire esattamente di cosa si tratta, condivido con voi questo approfondimento di Gianfranco Giacoma Caire, storico esterno del settore, e pubblicato da studiostands.it
«Il visual merchandising riguarda l’esposizione della merce nel punto vendita. Ma non finisce lì: è una serie di fattori, di operazioni che vengono fatte nei negozi. Si parte dall’esterno, dall’insegna e dalla vetrina. Le vetrine devono essere allestite in maniera che catturino l’attenzione in pochi secondi, non più di tre, e servono per far entrare il cliente in un punto vendita. Sono lo specchio del negozio, dove va creata una rappresentazione teatrale». Questo è però solo il primo tassello. C’è poi l’esposizione sugli scaffali, che segue delle proprie regole, come il fatto che gli shelf di diversa altezza hanno diverso valore. «Il visual merchandiser sistema i prodotti nel punto vendita creando proposte. Il cliente spesso non sa cosa comprare. Per esempio, nella moda, se si creano delle combinazioni di vestiti, sarà più facile che lo scontrino sia più alto». A completare il novero di accorgimenti nel punto vendita ci sono la temperatura, le luci, che non devono essere piatte, e il colore. Nel complesso devono creare un ambiente e raccontare una storia. «Ormai lo hanno capito anche negli ospedali – continua Caire –. La teoria del colore ci dice che questo influisce sulla psiche dell’uomo: racconta le cose, stimola l’organismo. Ora l’abbiamo chiaro, ma negli anni Ottanta ricordo che ci fu il periodo del minimalismo, con arredi asettici e freddi, che ricordavano delle sale operatorie». «Il valore del visual merchandising è che contempla spazi più allargati. Prevede il posizionamento degli arredi, le percezioni sui diversi sensi: vedere, sentire, odorare, toccare».