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Il colore è luce, lo sapevi?

Eccoci di nuovo alla nostra rubrica. Come avrete notato già la scorsa settimana ho parlato in questo articolo dei tanti significati dei colori. Da oggi anche la nostra rubrica del lunedì si concentrerà su questo argomento, in onore di questa bella stagione dalle mille sfumature, e per tutto il mese ci dedicheremo all’inesplorato mondo dei colori. 

Luce e colore

In ogni immagine il colore è l’elemento che spesso cattura per primo la nostra attenzione, evocando in noi sensazioni ed emozioni. Nella realtà che ci circonda ci aiuta a capire meglio le forme, i contorni e le caratteristiche degli oggetti. Facilita la percezione della realtà ed è quindi un elemento fondamentale della comunicazione visiva.

Il colore deriva dalla luce. La luce è una forma di energia radiante, la quale propaga onde che colpiscono gli oggetti e si riflettono sulla loro superficie per poi essere catturate dai nostri occhi. L’occhio umano non riesce a percepire tutte le onde di energi radiante, ma solo una piccola parte, chiamata spettro visibile.

Secondo l’esperimento di Newton (1666) la scomposizione naturale del colore avviene così: un fascio di luce solare passa da una fessura fino ad incontrare un prisma. La luce quindi si scompone e una parte prosegue rettilinea e mantiene le sembianze della luce diretta, mentre le altre sono raggi di luce sottoposta a rifrazione nell’interno del prisma e costituiscono lo spettro luminoso che si proietta su uno schermo: quello che comunemente chiamiamo effetto arcobaleno.

Quale colore preferisci? Io lo so già!

Lo scorso fine settimana, durante il corso di aggiornamento di Millemotivi Franchising mi sono trovata a parlare a tutti i presenti del significato dei colori. Ciascun colore, per quanto spesso non ce ne rendiamo conto, suscita in noi emozioni di vario tipo e ci pilota verso delle scelte.
In particolare, nel mondo del visual marketing, è importante conoscere la differenza sulla scelta di un colore piuttosto che un altro, perché da questo dipende il risultato che ne otterremo.

Ecco perché oggi voglio parlare proprio di questo, nonostante vi abbia già fatto riferimento in questo articolo oggi entreremo ancora di più nel dettaglio, perché non esiste visual marketing senza l’utilizzo corretto degli strumenti che abbiamo a disposizione.

Nonostante il significato che attribuiamo ai colori cambi da paese a paese, è inevitabili associare alcune tonalità ad una sensazione di benessere piuttosto che all’esatto opposto.
L’arancio per esempio, così come il giallo o il verde sono colori che sprigionano vitalità e quindi che vengono associati a qualcosa di bello. Al contrario colori come grigio, blu, viola, rimandano alla tristezza e al malessere. Colori come l’azzurro o il rosa identificano subito qualcosa di innocente, legato all’infanzia, mentre le tonalità del rosso trasmettono passione.
Insomma, non esiste un colore neutro, cioè un colore che per sua natura non trasmetta alcuna sensazione.

Di seguito, un elenco che spieghi questi aspetti fondamentali, dividendo i colori caldi da quelli freddi:
rosso: il colore rosso è il più vibrante e stimolante. Esprime sensazioni positive ed è il primo colore che notiamo. E’ capace di attirare l’attenzione più di tutti provocando in noi una qualsiasi reazione emotiva.
giallo: è il colore del sole, per questo viene associato alla gioia, alla allegria, all’ottimismo. Anche il giallo attira tanto l’attenzione ed esprime sensazioni positive.
arancione: è un colore vivace, dinamico e trasmette accoglienza e amichevolezza. Unisce in sé la forza del rosso con la vitalità de giallo. Anche l’arancione è ottimo per attirare l’attenzione.
blu: è un colore molto rilassante e positivo, esprime benessere, tranquillità, pace. E’ il perfetto nemico del rosso: spinge ad essere razionali e a riflettere.
verde: distensivo e riposante per gli occhi, è il colore più rilassante. E’ il colore della natura e invita alla riflessione e alla calma.
Rosa: Morbido e delicato è usato come simbolo di amore e dolcezza. Attenzione, però: un utilizzo eccessivo di questo colore può essere considerato infantile. Bianco: Purezza, pulizia. In Asia il bianco è legato alla morte. Nero: Può essere  sofisticato, elegante o misterioso, ma simboleggia anche la morte e l’occulto. Se utilizzato in modo corretto può creare un effetto molto esclusivo e chic. Oro e Argento: Colori prestigiosi e regali. Tendono ad essere associati ai beni costosi.

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Riccardo Falcinelli e la sua “Critica portatile al Visual Design”

Come informano, narrano, seducono i linguaggi che ci circondano.

Mancano ancora un po’ di giorni allo scadere del nostro Contest (vuoi partecipare?) e oggi voglio parlarvi del libro che è in palio e che ho scelto per voi.
Non a caso ho scelto per il concorso di farvi pubblicare una serie di spot televisivi (se vuoi vederli clicca qui) e non a caso ho scelto proprio questa pubblicazione come primo regalo per voi che seguite il mio blog.
Nella sua “Critica portatile al visual design” Riccardo Falcinelli ci spiega come riuscire a cogliere davvero CHI sta parlando dietro ad un visual e COSA ci sta dicendo.Ho avuto la fortuna di potergli porre qualche domanda, su come è nata l’idea di questo libro e di cosa avrebbe voluto trasmettere al suo pubblico:
“Volevo provare a raccontare in maniera piana e diretta come funziona il mondo che circonda dal punto di vista “visuale”. Spiegare non agli addetti ai lavori ma a tutti gli altri il potere reale, operativo, del design a cui non si dà troppo peso: efficace proprio perché invisibile”.
 

Ma uno come Falcinelli, che nel suo libro parla di decenni di storia della pubblicità e di tutto ciò che fa parte del mondo “visual” da sempre, cosa pensa del visual marketing e in particolare dei social network come Instagram in cui il visual è alla base di una strategia di marketing?
“Sono strumenti contemporanei. A saperli usare bene possono perfino risultare brillanti. Ma attenzione: per capire il presente dobbiamo partire dai precedenti che l’hanno permesso, capire la società cui le cose accadono. Come il fondatore della Unilever che si inventò di regalare saponette come prima strategia di marketing virale”.
Infine gli abbiamo chiesto di spifferarci i suoi progetti futuri ma..
“Ho in cantiere un paio di libri, ma richiedono tempo, studio, meditazione. Per fare un lavoro fatto bene due o tre anni ci vorranno. Ovviamente sempre di sguardo parleranno. Ma per ora fermiamoci qui…”

Ok, anche noi ci fermiamo qui. E lo ringraziamo per aver condiviso con noi questa piccola intervista, oltre che ad averci “donato” questa interessante guida, che ci apre al fantastico mondo del visuale e ci fa apprezzare ancora di più la nostra cultura.

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Rubrica del Lunedi. La texture e il pattern.

Stiamo quasi per concludere questo mese all’insegna degli elementi del linguaggio visivo.
Oggi parliamo innanzitutto di superfici e texture.
Ogni oggetto possiede una sua superficie, riconoscibile per le caratteristiche della sua texture. Il termine texture significa letteralmente “trama di un tessuto”.
Nel linguaggio visuale la texture è la trama, fatta di segni, di punti, di linee…tracciati così in maniera omogenea da sembrare unitaria. Essa è quindi composta da segni organizzati e accostati in un certo modo.
Anche in natura possiamo trovare le texture: per esempio nella corteccia di un albero, o nella “trama” di una buccia di arancia…Le texture sono presenti in diversi ambiti, come l’architettura, la scultura, la pittura, la grafica ecc.

Una cosa da non fare è confondere la texture con il pattern. Esiste una sottile differenza tra i due.
Innanzitutto il pattern è un vero e proprio modulo ripetutto regolarmente e in maniera identica su una superficie. Viene utilizzato soprattutto nel mondo della grafica computerizzata, ma in passato sono stati usati nelle decorazioni delle ceramiche, così come nei tessuti, o nella scultura.
Da questo ne deriva che il pattern è soprattutto artificiale, cioè disegnato dall’uomo con strumenti e tecniche diverse.
Il pattern è l’elemento base per la definizione di una texture e del suo aspetto visivo.
In relazione al pattern scelto, le superfici assumeranno una teture diversamente espressiva.

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Facebook e le sue immagini sempre più grandi

Avete notato come sono cambiate le immagini sui post di Facebook?
Sembra quasi che i programmatori del Social Network si divertino a fare impazzire tutti i social media manager del mondo..
Fino a poco fa la misura standar delle immagini era di 403×403 pixel. E adesso?
Come è facie notare, Facebook sta dando sempre più spazio alle immagini, portando l’immagine del profilo a 470 pixel e quella dei post addirittura a 504.
E allora perché a volte compaiono piccole a sinistra?

Analizzando le pagine che gestisco mi sono accorta che Facebook va a posizionare su un lato le immagini più alte di 504 pixel. Ok quindi alle immagini quadrate o a quelle che rimangono più basse (mantenendo però la base di 504 pixel fissa), perché così facendo vengono automaticamente allargate e messe centrali così da risultare più evidenti.
Ma quale sarà il prossimo giochino di Facebook per farci divertire un altro po’?
Speriamo arrivi il più tardi possibile 🙂

file troppo grande! Facebook lo posiziona a sinistra automaticamente

Immagine con base 504 pixel e altezza di 260 pixel.  Facebook la inserisce centrale e molto grande.

 

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